Eccoti qui, decidi che la fase dell'eterna adolescenza è finita e che è ora di crescere e crescerai. E allora tutto cambia e questa volta cambierà. Avrai una casa più grande, la piscina, il garage col posto auto, il prato sempre curato, il portico fiorito e le porte smaltate, il cane che chiamerai Marx e la barca che chiamerai Giulia. Avrai la salute assicurata, la vita assicurata, il frigorifero sempre pieno per non sentirti povero, un tappeto etnico per continuare a sentirti giovane e finestre da cui entra sempre il sole... E allora avrai la tua famiglia felice, i tuoi bambini in salute e lei... avrai lei... che ti ricorda tutte le cose belle che avete avuto... Non è questo che avevi sempre sognato?

Carlo (Stefano Accorsi) in L'ultimo bacio, Muccino, 2001
ImmagineStefano Accorsi e Martina Stella (L'ultimo bacio)
Se dovessi dare un giudizio su Gabriele Muccino non saprei effettivamente cosa dire. Regista di successo sia in Italia che oltreoceano, Muccino ha girato film come 'Ricordati di me' e 'Baciami ancora (sequel de 'L'ultimo bacio', girato dieci anni dopo), ma il suo vero successo proviene probabilmente dai film made in USA come 'The Pursuit of Happyness' (La ricerca della felicità), 'Seven Pounds' (Sette Anime) e il recente 'Playing for Keeps' (Quello che so sull'amore). Ammetto di non conoscere particolarmente bene il cinema di Muccino, ma ho ripensato a 'La ricerca della felicità' e 'Sette anime' e devo ammettere che la visione di questi due film non mi ha fatto venire voglia di vederne altri: poco realismo e tanta scena, come se l'importante fosse tentare di emozionare lo spettatore presentando tragiche vicende e aggiungendo un finale da favola. Ma dov'è la vita vera?
Sarò scontata, ma L'Ultimo bacio non ha nulla a che vedere con gli altri film girati successivamente.
Ed arriviamo finalmente al nocciolo di questo post, ovvero il confronto tra L'ULTIMO BACIO di Gabriele Muccino (2001) e il suo remake americano, del quale Muccino è tra i produttori, THE LAST KISS, diretto da Tony Goldwyn nel 2006. Nel rifacimento hollywoodiano le vicende sono esattamente le stesse dell'originale, nessun particolare cambiamento: la pellicola ruota intorno alla vita di alcuni amici, ormai giunti alla soglia dei trent'anni, che tentano di cambiare la propria vita, di riscattarsi, stanchi della solità monotonia e della noiosa routine. In particolare si seguono le vicende di Carlo (nel remake Michael) e Giulia (Jenna), coppia modello, ammirata da tutti gli amici, che li ritengono inseparabili: le cose presto, però, si presentano nella loro reale veste. Benchè Carlo aspetti un figlio da Giulia, non riesce a non rimanere incantato da Francesca (Kim) , una giovane ragazza che conosce al matrimonio di un amico. Le cose si complicano quando Giulia viene a sapere dell'esistenza della nuova fiamma del fidanzato. Furiosa, lo caccia di casa e Carlo trascorre una notte di passione con la diciottenne. Tuttavia la mattina seguente, pentendosi dell'accaduto, tenterà di riconquistare Giulia, avendo davvero capito di voler passare il resto della sua vita con lei. A fare da contorno a questa situazione, le diverse vite degli amici di lui e dei genitori di lei.
Il differente successo che i due film hanno avuto rispecchia esattamente il loro valore: mentre il film del regista italiano è stato un enorme successo, aggiudicandosi ben cinque David di Donatello (tra cui quello per MIglior regista) e consacrando il giovane registanel panorama italiano e non solo, le cose sono andate diversamente per 'The Last Kiss', che non ha replicato il successo dell'originale. Anzi.
Per prima cosa, un punto a favore del film italiano è la straordinaria bravura degli attori: per cominciare una Mezzogiorno e un Accorsi meravigliosi, appassionati, realistici (in particolare adoro questa scena, ogni volta che la riguardo ho i brividi), ma anche Sandrelli, Favino, Castellitto, Santamaria, Impacciatore, Pasotti. Un cast davvero d'eccezione, che nell'adattamento americano manca (anche se è da ammirare come attore il protagonista, Zach Braff).
Ma la cosa che probabilmente colpisce di più ne 'L'ultimo bacio' è il suo profondo attaccamento alla realtà, la sensazione che le vicende presentate sono vere e drammaticamente reali. Guardandolo, si percepisce ogni sensazione che i singoli personaggi provano: rabbia, inquietudine, ansia, dolore, delusione. Un mix perfetto che presenta l'esistenza di giovani uomini e donne insoddisfatti e turbati dalle loro vite e dalle vicende che vivono.
Questo 'sentore di vita vera' è praticamente nullo nel remake, tanto da assumere la veste di solita commedia romantica/drammatica americana, vista e rivista.
La scena in cui ho capito l'indiscussa superiorità del film originale è proprio l'ultima, quando Michael, per riconquistare la fiducia della fidanzata Jenna, si apposta davanti alla porta di casa sua per giorni e giorni, senza vestiti puliti, cibo e acqua (riceve infatti l'aiuto da qualche vicino impietosito dalla scena). La scena (e lo stesso film) termina con la porta di casa che si apre, intendendo un nuovo inizio per la coppia. Il finale del film di Muccino è molto diverso: i due decidono di ricominciare e una voce fuori campo (quella di Carlo) presenta la loro vita futura. La pellicola termina con Giulia che, mentre fa jogging in un parco, attira gli sguardi di un uomo, visibilmente compiaciuta. Qual è la differenza tra le due scene?
Da una parte abbiamo una riconciliazione (scontata), un classico lieto fine dopo un gesto plateale, dall'altra abbiamo un finale completamente aperto, un resoconto in cui trapela l'amore di Carlo per Giulia, la voglia di stare insieme a lei, ma trapela anche la consapevolezza che la fiducia è stata spezzata e i cocci devono essere rimessi insieme con passione e pazienza. E noi non sappiamo se e come le cose si rimetteranno a posto, perchè lo sguardo dell'uomo al parco verso Giulia può essere un semplice apprezzamento oppure può essere l'inizio di qualcosa di nuovo, che faccia sentire Giulia viva come lo era stato Carlo quella sera con la bella e giovane Francesca.

 


Comments


Your comment will be posted after it is approved.


Leave a Reply